Giurisprudenza

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Sul raddoppio dei termini di accertamento:

Il raddoppio dei termini per violazioni penalmente rilevanti presuppone che sussistano gli estremi di un reato fiscale. La Commissione tributaria, per appurare ciò, deve essere in grado di verificare il contenuto della denuncia inviata alla Procura della Repubblica da parte dell’Agenzia delle Entrate. In mancanza di ciò, il raddoppio dei termini non può operare, e l’accertamento deve essere annullato in quanto tardivo. (Commissione Tributaria provinciale Milano sent. 372 del 12 12 2011)

Commissione Tributaria regionale PUGLIA sent. 68/2013

Sono infondate le questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto del terzo comma dell’art. 57 del D.P.R. n. 633/1972 e del comma 26 dell’art. 37 del D.L. n. 223/2006, secondo cui, in tema di IVA, in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia penale ai sensi dell’art. 331 c.p.p., per i reati tributari previsti dal D.Lgs. n. 74/2000, i termini di accertamento sono raddoppiati relativamente al periodo d’imposta in cui è stata commessa la violazione, a decorrere dal periodo d’imposta per il quale al 4 luglio 2006 sono ancora pendenti i termini di accertamento.  (Corte Costituzionale Sent. 247/2011)

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